Maria Mirarchi

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Provo una sorta di pudore a svelare a tutti voi il mio talento artistico.
E’ come se mi spogliassi di una cosa tutta mia.
Questo perché la ragione per cui dipingo nasce sempre dai momenti bui.
L’animo irrequieto e tormentato mi trascinano nell’irreale e al mio risveglio io stessa sono sorpresa dall’immagine prodotta.
Il tutto è vissuto come una specie di penitenza con la coscienza che poi starò bene.
Io stessa ammiro i dettagli delle mie pennellate e studio i movimenti elaborati in questo mio abbandono e perdizione.
Non c’è un motivo specifico sulla tecnica o uso dei materiali, è la mia condizione malinconica che sceglie.
Può essere la semplice matita o penna, carboncino nero o colorati, tempera, china, acquarello, insomma è come aprire un armadio e scegliere l’abito del momento.
La mia solitudine crea espressioni angoscianti per cui non li ritengo vendibili, quindi senza un prezzo, ma archiviabili come memoria al mio vissuto.
Quasi sempre nei miei lavori sorgono tralicci della luce che mi portano lontano e il buio con sempre uno spiraglio di luce, come dire per tutti dopo un calvario c’è un sole.
Insomma tanti sentimenti ed emozioni nascosti, i famosi moti dell’animo, un metodo quindi antidepressivo. Una terapia naturale per sanare un vissuto travagliato.
A chi apprezzerà il mio paesaggio interiore e riuscirà a comprendere, senza paura del dolore che è il sale della vita, va il mio umile riconoscimento e un grazie di cuore.


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